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FESTIVAL

Il Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano è un evento annuale non a scopo di lucro promosso dalla Associazione Domenico Scarlatti e si presenta alla sua XVIII edizione.  Il Festival sarà un susseguirsi di concerti, percorsi guidati, letture interpretate da attori dai libri dei grandi viaggiatori del passato..

La musica eseguita sarà tratta dal repertorio barocco e classico della grande Scuola Musicale Napoletana con un excursus nel mondo della musica popolare che con la sua capacità di elaborare ed improvvisare su temi del passato da agli stessi un assetto di contemporaneità. 

Principale obiettivo del Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano è la promozione e la realizzazione di un itinerario culturale e concertistico che attraverso il recupero di musiche inedite del repertorio napoletano del Settecento, la contestualizzazione e la valorizzazione dei beni architettonici della nostra Regione, accresca l’identità storico culturale del territorio. Lo sviluppo dello stesso affiancato ad altri obiettivi intermedi, sono schematizzati nelle seguenti aree di interesse:

Conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, Produzione e offerta di servizi culturali

Promuovere la capacità attrattiva del nostro territorio.

Favorire scambi culturali con altri soggetti, appassionati di musica napoletana, sia nazionali che internazionali.

Sviluppare l’imprenditorialità culturale nel nostro territorio.

Accrescere le potenzialità turistiche del territorio.

Connessione al circuito culturale nazionale ed internazionale attraverso un sito internet Sviluppo della conoscenza e dell’orgoglio di appartenenza.

la musica del '700 napoletano

FESTIVAL FAQS

INGRESSO GRATUITO RAGAZZI FINO A 16 ANNI
IISSMN 
L'Istituto Internazionale per lo Studio del Settecento Musicale Napoletano promuove attività legate alla valorizzazione del patrimonio musicale del `700 Napoletano, in dettaglio:

Progetta  scambi internazionali sulla diffusione del repertorio di questa scuola. 

Attua una ricerca sistematica delle opere del ‘700 musicale Napoletano conservate nelle biblioteche di tutto il mondo.

Riordina le notizie storiche dei musicisti della Scuola Napoletana.

Cura la Catalogazione delle opere per Autore.

Promuove la revisione la pubblicazione e l’esecuzione di suddette opere.

Promuove le incisioni discografiche di autori della Scuola Musicale Napoletana.

Promuove  azioni di tutela dei patrimoni bibliografici dei fondi pubblici e privati.

Effettua seminari sulla storia, la prassi esecutiva, l’analisi musicologia e strutturale delle opere.

Promuove convegni, dibattiti, conferenze.

Cura l’edizione di saggi studi e cataloghi, stampe anastatiche e revisioni critiche delle opere.

 

I confini da riscrivere

Biblioteca dopo biblioteca, manoscritto dopo manoscritto, inedito dopo inedito, siamo ormai obbligati a riconsiderare le dimensioni e il peso della musica del ‘700 Napoletano. Non esperienza marginale, alla periferia dell’impero che ha per sua capitale Vienna, ma informata scelta stilistica.
I concerti di Leo e Porpora  precedono quelli di Haydn e Mozart, le sinfonie di Alessandro Scarlatti sono precedenti  a quelle di Stamitz: dopo i risultati raggiunti da Durante, Jommelli e Domenico Scarlatti, non era immaginabile che fosse calato il buio, che la produzione teatrale avesse esaurito ogni energia, ogni estro inventivo. I nostri compositori viaggiavano, ascoltavano, leggevano: perché mai le loro orecchie dovevano restare refrattarie allo spirito nuovo della musica europea e viceversa?  Questo rapporto di ascolto, reciproco e reciprocamente fertile, è ribadito sin dal titolo del progetto: Festival Internazionale del  “700 Musicale Napoletano.

Una provocazione, ma ormai corretta.
Logroscino, De Majo, Fiorenza, Andreozzi, Auletta, Guglielmi: nomi che si affiancano ad altri più conosciuti – Anfossi, Pergolesi, Provenzale, Durante, Jommelli, Cimarosa, Leo, Piccinni, Sacchini, Scarlatti, Porpora, Paradisi  – formando una galleria di protagonisti che, soltanto pochi anni fa, riusciva difficile immaginare così numerosa e consapevole. Anche da questa vicenda si può imparare quanto siano approssimative quelle disinvolte ricostruzioni che, come capita ai confini innaturali decisi sulla carta ai danni di qualche disgraziato paese, pretendono di definire date, periodi, limiti, schemi. La musica, invece, ricostruisce il suo percorso attraverso una serie di derive, influssi, idee rubate ovunque è possibile, novità che diventano norma. Non si consumano invano migliaia di chilometri lungo le faticose strade europee del diciottesimo secolo: Domenico Scarlatti raggiunge Madrid e poi Lisbona, Paisiello va a Pietroburgo, Mozart scende a Napoli e Pasquale Anfossi risale a Parigi e a Londra,  Cimarosa passa per Varsavia e ascolta “polacche”…

 

Nei compositori, nei linguaggi che gli stessi hanno espresso, appaiono, improvvisi come incisi tematici, modulazioni più aspre, colori incupiti, echi di questa nuova sensibilità che sotterra le graziose maniere e riesce a trasferire sulla pagina musicale quel principio fondante del pensiero moderno che è la dialettica, il confronto, lo scontro tra due idee, due temi. Ma è presente nella loro musica anche, e con maggior frequenza, il persistere di quel fiammeggiante, visionario monotematismo che rimane un tratto caratteristico del comporre italiano del tempo; ornamenti, fioriture, virtuosistici deliri che dalla gola di un cantante passano alla tastiera di un cembalo o di un fortepiano, alle corde di un violino. Il Settecento non aveva coniato il termine “surrealismo”, eppure praticava con gran piacere l’arte del verosimile, della trasformazione prodigiosa di un’idea, di un segno.
Se i recuperi del gusto rispondono a motivazioni anche complesse, ma mai gratuite, questo ostinato insistere su un’unica idea, accompagnato sempre ad una rapinosa soavità melodica, sembra capace di affascinare la nostra sensibilità di contemporanei.

 

  La crisi della ragione illuminista, l’innamoramento, oggi così diffuso, per l’estro capriccioso, schiudono l’opportunità di una meno distratta frequentazione degli autori e delle idee della civiltà musicale napoletana di quel periodo sospeso tra due opposte tentazioni: resistenza al nuovo, oppure anticipazione del nuovissimo?

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IL CANTO DI VIRGILIO

La nostra Associazione  nasce a luglio 2001 per promuovere e diffondere la la musica colta e  popolare della Campania  in tutto il mondo, producendo  e promuovendo  eventi culturali , dai festival ai  lavori discografici e opere tmusicali 

Con la ORIENTE MUSIC ( etichetta discografica tedesca) nel 2001 produce  un CD “ Le Danze di Dioniso”  Di e Con Carlo Faiello che è stato distribuito in ben 14 paesi, riscotendo un notevole successo  di critica e di pubblico .
Dal 2002 al 2005 è titolare di uno dei sette " Cantieri Sociali" per la Provincia di Napoli, dove organizza e promuove laboratori di musica,  teatro, danza,  seminari  e convegni;  
Dal 2002 al 2014  produce molte opere scritte e dirette da Carlo Faiello  che vengono rappresentate nei maggiori festivals Europei ed Italiani: “Vulcano Festival“ Germania ; “Sete Sois Sete Luas” Portogallo, Spagna, Grecia; “SchlossGoldrain” Austria; “Sconfinando – Suoni dal Mondo” Sarzana; “International FolkDance” Torino; “Itinerari Folk” Trento; “La notte della Taranta” “Diso Folk” Salento; “Carpino Folk” Gargano; “Festa della Biodiversità” Napoli; ”Ariano Folk” Irpinia; “Monsano Folk” Jesi; “Invasioni Festival” Cosenza;”Negro Festival” Cilento “Festival du Cinéma Italien” Francia……etc etc
Nel 2005 produce il Libro + Cd “Il Suono della Tradizione” che  Squlibri Editore Roma pubblica 
Un libro di ricerche antropologiche con allegato cd , contenente inediti brani da noi ritrovati e registrati ,  legati fortemente al patrimonio culturale ed antropologico della Regione Campania 
Nel 2007 produce due colonne sonore per Geo&Geo in onda su Rai 3.
Nel 2008 organizza un tours  di Carlo Faiello  ad Atene, grazie al successo di un suo brano (Guainella); tradotto ed interpretato dall’artista greca Fotini Darra.
Nello stesso anno organizza  la notte di Capodanno a Cagliari insieme ai Tazenda. 
Nel 2010 è produce ed organizza il “Festival dell’Impegno Civile” – realizzato nei territori Confiscati alla Criminalità Organizzata.  
Nel 2010 produce l’Album “... tra il Sole e la Luna”  pubblicato da Rai Trade
Alcuni brani di quest’ultimo lavoro vengono scelti dal regista – drammaturgo Enzo Moscato, per la sua messinscena “Pièce Noir”, prodotta da Teatro Festival Italia.
Dal 2001 è produce ed organizza  il Festival  de “La Notte della Tammorra”, considerato uno dei grandi eventi della stagione dei Festivals della città di Napoli.
Nel 2011 produce  “ Tamburi e Madonne” opera in musica che viene presentata in anteprima al Festival Polyphoniques de Calvi ( Francia )
Dal settembre 2011  l'associazione Il Canto di Virgilio   nel centro antico di Napoli organizza e promuove laboratori di musica,  teatro, danza,  seminari  e convegni;   mostre di  pittura, fotografia e scultura; produce  ed ospita concerti e piéce teatrali  ed  è punto di  partenza  per  visite guidate al centro storico di Napoli.
Con la sua posizione  strategica  nel  cuore  del centro  antico  della  città partenopea,  Il Centro è diventato in pochissimo tempo   crocevia  di  artisti  e  punto  di riferimento  per il  panorama musicale e culturale  della Campania.

DOMUS ARS


Dal settembre 2011  l'associazione Il Canto di Virgilio  ha la titolarità esclusiva  della bellissima Chiesa San Francesco delle Monache sita in Via Santa Chiara 10 c  Napoli,

 nella quale abbiamo realizzato  un centro di cultura  permanente  al quale affettuosamente abbiamo dato il  nome di    “Domus  Ars Centro di Cultura " in ricordo  del suo primo nome  "Domus eleemosynaria" 

L'Associazione Culturale Il Canto di Virgilio fa nascere il  Centro  di  Cultura  “Domus  Ars"  con  l’intento  di  essere  un’oasi  di benessere culturale: un luogo dove la cultura possa  esprimersi  in  tutte  le  sue  forme  ed essere  sperimentata  attraverso  qualsiasi espressione artistica.
Grazie al   Centro, Il Canto di Virgilio  organizza e promuove laboratori di musica,  teatro, danza,  seminari  e convegni;  ospita  mostre  di  pittura, fotografia e scultura;
produce  ed ospita concerti e piéce teatrali   ed  è punto  di  partenza  per  visite guidate al centro storico di Napoli.
Con la sua posizione  strategica  nel  cuore  del centro  antico  della  città partenopea,  in pochi anni, grazie anche ai soci dell'associazione Il Canto di Virgilio , il centro è diventato   crocevia  di  artisti  e  punto  di riferimento  per  il  panorama musicale e culturale  della Campania. 
Il Centro di Cultura Domus Ars  si propone come struttura aperta, mirata alla valorizzazione  del Patrimonio Culturale  della Campania  , al consolidamento della loro Identità, e ne può rappresentare un importante fattore di sviluppo socio-culturale  ed economico. 

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